Come organizzo la spesa in camper

  • Sara
  • 27 Ott 2025 27 Ottobre 2025
  • 5m 8s 5 minuti e 8 secondi

Vivere in camper significa fare i conti con spazi ridotti: una dispensa microscopica, un frigo piccolo, un freezer praticamente inesistente, due fuochi e padelle non troppo grandi. Significa anche essere itineranti, il che rende impossibile avere una verduriera di fiducia, un panettiere di fiducia, o anche solo un supermercato di riferimento. La scelta e i prezzi cambiano completamente da un negozio all’altro e da un paese all’altro le differenze sono abissali.

Ma posso essere sincera? Per me è una sfida bellissima. E con un po’ di strategia, la spesa in camper diventa non solo fattibile, ma anche divertente.

La regola numero uno: il menu settimanale

Il menu settimanale è la base della mia organizzazione. Non me lo sono inventato vivendo in camper, lo utilizzo da anni, da quando mi portavo il baracchino all’università e poi al lavoro. Perché mi piace crearlo? Perché mi permette di non impazzire a pensare cosa cucinare ogni giorno, di avere varietà invece di mangiare sempre le stesse cose, e soprattutto di evitare di ritrovarmi a mangiare latte e biscotti per cena.

Di solito noi mangiamo la stessa cosa a cena e a pranzo il giorno dopo. In questo modo risparmiamo tempo prezioso e riduciamo drasticamente i consumi di gas. Riscaldiamo solo una volta, o mangiamo gli avanzi freddi il giorno dopo.

E ancora: mangiamo piatti unici, che comprendono carboidrati, verdura e proteine tutto nello stesso piatto. Niente contorni complicati, niente mise en place elaborata. Un’idea, un piatto, una padella o al massimo due, due stomaci sazi e felici.

Piatti semplici che funzionano

Ovviamente, per questioni di dispensa limitata e praticità, mangiamo piatti semplici! Ecco alcuni nostri cavalli di battaglia:

  • Patate e zucca con uovo al padellino - carboidrati, verdura, proteina, tutto in uno, sotto forma di stufato o zuppa calda
  • Pasta con pomodorini e legumi - veloce, economico, super saziante
  • Gnocchi di sola farina con verdure e formaggio fuso - quando vogliamo qualcosa di un po’ più “speciale” (ma davvero facile)
  • Ramen con tofu e verdure - soprattutto in Giappone, dove il tofu costa meno della carne
  • Couscous con lenticchie e verdure - scoperto in Marocco, diventato un must (anche se da qualche mese è introvabile o costa un rene)
  • Frittata di riso - questo è il mio trucco del giorno dopo con il riso avanzato, sempre accompagnato da una bella insalata colorata

La pentola a pressione: un must have

Se vivi in camper e non hai una pentola a pressione, credimi sulla parola: è il momento di comprarla.

La pentola a pressione riduce drasticamente i tempi di cottura e tutto ciò significa minor consumo di gas.

Inoltre, permette di usare ingredienti più economici (come i legumi secchi, che hanno prezzi più contenuti in quasi tutto il mondo) senza aspettare ore che si cuociano.

Esempio di tempi ridotti: Patate a pezzetti: cottura 5 minuti dal fischio, poi lasci riposare per altri 10 minuti senza aprire il coperchio.

Pro tip: Se lasci i legumi in ammollo la notte prima, si cuociono ancora più in fretta!

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Prodotti locali, stagionali e in scadenza: il trittico del risparmio

Quando si viaggia all’estero, soprattutto fuori dall’Europa, ci si deve un po’ scordare delle solite marche alle quali si è abituati. La stessa cosa vale per i prodotti.

Dopo tre anni di assenza dall’Italia sono sincera: mi manca un panino con la fontina. Ma ovunque siamo, preferiamo approfittarne e comprare prodotti locali.

Per quanto riguarda frutta e verdura, seguiamo anche la stagionalità. Se è stagione di mele, le mele costano meno. Se è stagione di zucche, le zucche costano meno. Sembra ovvio, ma quando sei in movimento devi adattarti a dove sei. Il mio consiglio? Vai al mercato locale, guarda cosa propongono, studia i prezzi e costruisci il tuo menu intorno a quello.

Questo non solo ti fa risparmiare parecchio, ma scopri anche ingredienti che non avresti mai provato altrimenti (tipo l’anguria bianca che qui in Giappone si cucina come un cetriolo..!).

Un’altra strategia che usiamo spesso è cercare prodotti in scadenza. Sto parlando di prodotti che scadono domani, o fra due giorni, che il supermercato mette in sconto perché deve farli sparire. Sono buonissimi, sono a buon prezzo, e basta che li usi subito o li congeli.

Questa tecnica l’abbiamo usata in decine di paesi, e ci ha permesso di risparmiare una frazione notevole sulla spesa settimanale o di toglierci lo sfizio su qualche prodotto ancora da assaggiare.

Spesa settimanale: la pianificazione è oro

Noi cerchiamo quasi sempre di fare la spesa per almeno una settimana. Non sempre è possibile (qui in Asia i prodotti freschi scadono rapidamente ed è più difficile, in altri paesi trovavamo più prodotti secchi più facili da conservare) ma quando è possibile, lo facciamo.

Una spesa settimanale ben pianificata significa:

  • Meno spostamenti e meno benzina
  • Meno tempo speso a cercare negozi
  • Una visione chiara di quello che puoi fare con quello che hai
  • Meno tentazioni di acquistare cose inutili

Il mio metodo? Prendo un foglio di carta o apro le note del cellulare, scrivo il mio menu per una settimana, e da quello estrapolo la lista della spesa. Semplice, ma funziona.

Colazione nei vari paesi

Noi amiamo la colazione dolce. E la colazione, più di qualsiasi altro pasto, cambia completamente da un paese all’altro.

A volte è pane e marmellata (tranne qui in Giappone dove abbiamo scoperto la marmellata di fagioli – sì, di fagioli! È meno strana di quanto suoni). A volte cereali e yogurt con frutta, a volte latte e cereali. Dove trovavamo i biscotti, mangiavamo latte e biscotti. In Corea del Sud abbiamo mangiato spesso il riso al latte.

Ma vogliamo parlare della colazione turca? E’ stata una delle più corpose che abbiamo mai mangiato! Un’esplosione di sapori e consistenze che ti riempie per l’intera giornata!

Le differenze di prezzo: una lezione per ogni paese

Ora, qui entra in gioco la geografia gastronomica del viaggio. Ecco alcuni esempi:

In Grecia, mangiavamo feta come se fosse acqua. Era ovunque, costava niente, era buonissima. Ovvio che abbiamo mangiato feta tutti i giorni (sto esagerando ovviamente, ma nemmeno troppo..!).

In Giappone, i formaggi sono praticamente inesistenti e costano una fortuna. Ma il tofu si trova a volontà, a prezzi ridicoli. Quindi da mesi stiamo mangiando tofu come fonte proteica principale. Non lo faremo a vita, tanto vale adattarsi finché siamo qui.

A proposito, ho scritto una guida completa su cosa mangiare in Giappone se sei vegetariano, dove parlo più nel dettaglio di come districarsi tra i piatti locali.

Pro tip: Il tofu strapazzato sostituisce perfino le uova o la ricotta – è più versatile di quanto possiate immaginare!

In Russia, Turchia e Georgia la spesa costava pochissimo. E va da sé che quando arrivi in paesi dove puoi fare la spesa con una manciata di soldi, cambiano le tue priorità: compri di più, risparmi per i periodi più cari, e mangi meglio di quanto avresti mai pensato.

In Senegal, la situazione era al contrario: mangiare al ristorante costava pochissimo. Fare la spesa al supermercato costava una fortuna. Quindi abbiamo adattato la strategia: a pranzo mangiavamo il thieboudienne (pranzo del giorno senegalese a base di riso pesce e cipolle) spendendo 1 euro a testa, a cena variavamo con del pane o pasta con verdure e legumi (che avevamo portato di scorta dal Marocco).

In Mongolia, il paese peggiore per me per fare la spesa, trovavi principalmente carne congelata e poche altre opzioni. Non è il posto ideale per vegetariani, e nemmeno per chi ama la varietà. Ma impari a fare quello che puoi con quello che hai, oppure impari a cercare informazioni in anticipo e ti crei una bella dispensa ben organizzata. Ricordo ancora la spesa in Russia prima di entrare in Mongolia: siamo usciti con il carrello pieno e abbiamo stivato due angurie enormi in bagno!

Vietato essere schizzinosi in viaggio

Se c’è una cosa che il viaggio in camper insegna, è che bisogna mollare le proprie abitudini, non essere schizzinosi, e provare un po’ di tutto.

Paolo, ad esempio, non amava il couscous, ma in Marocco ha imparato a mangiarlo quasi ogni giorno. In Russia c’era il grano saraceno, in Giappone è il momento del ramen o del riso.

Ogni cibo, però, per noi rappresenta un’evoluzione, un’opportunità di apprendimento. Quando non conosciamo un cibo chiediamo ai venditori o alla gente del posto, e ogni volta è un po’ come imparare il segreto della nonna. Nel blog trovi diverse ricette dal mondo che abbiamo scoperto durante i nostri viaggi – piatti semplici che puoi riprodurre facilmente anche in camper!

Per quanto riguarda lo street food invece? In alcuni paesi può essere molto più costoso che mangiare al ristorante, ma in Corea del Sud per noi è stata una vera e propria scoperta e se non sei schizzinoso troverai cose incredibili a pochissimo.

Questa apertura mentale non solo ti fa risparmiare soldi e gas. Ti fa vivere il viaggio veramente, mangiando come la gente del luogo, scoprendo sapori nuovi, adattandoti invece di opporre resistenza.

E fidati, dopo mesi di questo approccio, tornerai a casa con un palato completamente diverso e un rapporto con il cibo completamente diverso.

Qual è il cibo che più ti ha sorpreso in un viaggio? Scrivici nei commenti – non vediamo l’ora di sentire l’acquolina in bocca!

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