Dal Hokkaido al Sudafrica (e ritorno) a bordo di una kei car: Dieci anni in viaggio

  • Sara
  • Giappone
  • 11 Set 2025 11 Settembre 2025
  • 1m 53s 1 minuti e 53 secondi

Ci sono storie che sembrano nate per essere raccontate davanti a un falò, con la mappa del mondo aperta e un dito che corre tra i continenti.
Quella di Yuko e Yoshiro è una di queste: due giapponesi fuori dagli schemi che abbiamo conosciuto prima sui social e poi, per fortuna, anche dal vivo.
La loro avventura? Un viaggio di dieci anni a bordo di una kei car dal Giappone al Sudafrica e ritorno.
Avete capito bene, proprio una kei car: quelle minuscole auto giapponesi che sembrano uscite da un cartone animato.

Una kei car: piccola fuori, immensa dentro

In Giappone le kei car sono amatissime: piccole, compatte, con un motore che non supera i 660 cc, praticamente dei frullatori con le ruote.
Costano meno in tasse, parcheggi e benzina, eppure in questa microscopica scatola gialla Yuko e Yoshiro hanno fatto stare bagagli, ricordi e un intero stile di vita.

leggi anche Bagni Giapponesi: Differenze tra Onsen, Sento, Footbath e Ofuro
Dal Hokkaido al Sudafrica (e ritorno) a bordo di una kei car: Dieci anni in viaggio

Il giro del mondo… in formato mini

Il loro itinerario è stato un mosaico di confini e incontri:
Russia → Mongolia → Asia Centrale → Iran → Turchia → giro in Europa → Giro dell’Africa E poi di nuovo verso casa.

Il rientro era previsto per il 2021, ma il Covid ha riscritto i piani: due anni in Marocco, nuove rotte improvvisate e, alla fine, il ritorno in Giappone solo a luglio 2025.
Un percorso che molti affronterebbero con un fuoristrada, ma loro hanno dimostrato che non serve un 4x4 per andare lontano. Serve creatività, tenacia e voglia di vivere.

Vita a bordo: l’arte dell’adattamento

Dieci anni in una kei car: come si sopravvive?
Ecco qualche dettaglio che colpisce:

  • Ruote di scorta: due all’inizio, nove alla fine. Portate in Europa addirittura in due valigie imbarcate dal Giappone. Di giorno stavano sul letto, di notte sul tettuccio o persino sotto l’auto.
  • Frigorifero: ne avevano uno da 10 litri, ma si è rotto presto. Poco male, ci ha pensato un fornello da campeggio a semplificare la vita.
  • Vestiti: la creatività non mancava. Hanno persino cucito nuove tende usando vecchi pantaloni.
  • Il bagno: non c’era. Per dormire si appoggiavano spesso a campeggi o aree di sosta per camionisti.
  • Climatizzatore: niente aria condizionata in estate. In inverno si arrangiavano con soluzioni fai-da-te, oppure abbracciandosi stretti.

Disavventure e imprevisti

Un viaggio così non può che avere ostacoli:

  • visti difficili da ottenere (il Ghana li ha rifiutati tre volte),
  • un finestrino rotto in Italia e sistemato alla buona con il plexiglas,
  • la stagione delle piogge africane affrontata senza 4x4.

Eppure, nei loro racconti non c’è mai stata ombra di lamento. Solo gioia, ironia e un entusiasmo contagioso.
Ogni intoppo è diventato un ricordo da custodire, un tassello prezioso del mosaico della loro avventura.

Oltre la strada: sogni e progetti

Dietro a questa coppia incredibile ci sono due professioni creative:

  • Yuko è architetto, designer e disegnatrice di manga.
  • Yoshiro è designer e scrittore: il libro che ha dedicato al loro viaggio ha già vinto premi e ottime recensioni.

Non hanno smesso di sognare: oggi vorrebbero aprire un campeggio o un B&B da qualche parte nel mondo. Un rifugio per viaggiatori liberi come loro.

Una lezione di viaggio (e di vita)

Se dovessero dare un consiglio a chi sogna un’avventura simile, direbbero:

«Basta avere voglia di andare.»

E forse è proprio questa la lezione che portiamo via dal loro racconto: non serve molto per andare lontano.

📝 Clicca per caricare i commenti Disqus

I commenti verranno caricati in modo dinamico

comments powered by Disqus