Kurdistan Iracheno in camper: una deviazione incredibile

Siamo andati in camper in Kurdistan Iracheno ed è stato meraviglioso! E’ scelta dell’ultimo minuto, taciuta per evitare inutili ansie, della quale non ci pentiremo mai e poi mai. Lasciati da parte giudizi e paure sul paese, abbiamo lasciato che fossero le persone del posto a guidarci, a permetterci di fidarci di loro, a farci emozionare e a farci scoprire cultura, religioni e tradizioni. Siamo rimasti 15 giorni, godendoci ogni attimo di stupore e facendo nostri tutti gli insegnamenti.

Visto in 5 minuti

Richiedere il visto elettronico per entrare nello stato autonomo del Kurdistan nell’Iraq del nord è stata una delle procedure più semplici mai eseguite: si va sul sito ufficiale , una fotografia del passaporto, una nostra con sfondo bianco scattata sfruttando la lamiera non troppo pulita del van, i soliti dati personali ed ecco una mail di risposta immediata con l’approvazione.

E si entra in un attimo

Erano le 8 di mattina quando ci siamo presentati davanti alla frontiera fra Turchia e Iraq entrando dal checkpoint di Habur\Zakho . Oltre noi solo qualche altra automobile che lentamente avanzava in attesa di intravedere sventolare una nuova bandiera. Negli uffici curdi tutti parlavano un po’ di inglese, il che ha reso semplice comprendere i passaggi da seguire: controllo visti, timbro sul passaporto, controllo del libretto del mezzo, pagamento della tassa temporanea di importazione (35 dollari).

Prima tappa Alqosh: la città cristiana

Tutto il resto è stato spirito di adattamento: le scritte erano incomprensibili ma in qualche modo ce l’avremmo fatta. Ci siamo diretti ad Alqosh, una cittadina cristiana che mai avremmo immaginato di trovare in un paese che reputavamo quasi totalmente mussulmano. Ad ogni check point militare abbiamo dovuto fermarci, non tanto per un controllo quanto per un saluto o per dare un’occhiata curiosa dentro la nostra casa ambulante.

Poi davanti a noi è apparso in tutta la sua maestosità il Monastero di Rabban Ormisda, costruito nel VII secolo dai membri della Chiesa cattolica caldea. Per raggiungerlo abbiamo percorso un tornante di 4 chilometri, con curve spettacolari. Purtroppo gli interni erano totalmente spogli, ma la vista e l’accoglienza della gente del posto hanno reso il tutto decisamente suggestivo.

Dal vaticano Yazida al monastero ortodosso

Lasciata Alqosh dopo una notte nel piazzale della chiesa con il benestare del prete abbiamo raggiunto Lalish, in una piccola valle di montagna situata nel nord del Kurdistan, dove si trova la tomba di una figura principale della fede Yazidi. Il fatto che poi abbiamo sbagliato strada per colpa del navigatore, che ci siamo ritrovati fermi a un check point dove non capivamo cosa stesse succedendo per poi realizzare di essere alle porte dell’Iraq Federale nel quale non potevamo assolutamente entrare, non è stato un grosso problema: con la calma abbiamo risolto tutto e percorrendo una strada di montagna immersa nel nulla, anzi in una tavolozza di colori, ci siamo ritrovati al cospetto del Mar Mattai, un monastero ortodosso fondato nel 363 durante il periodo delle persecuzioni in cima al monte Alfaf. Lo abbiamo visitato in totale silenzio, immersi nella nebbia, circondati da pezzi di storia.

Dato che eravamo stanchi abbiamo tentato di dormire nel piccolo paese alle pendici della montagna, dove l’unico spiazzo in asfalto era un parcheggio situato nel retro di una chiesa. Abbiamo suonato il campanello e ci ha accolti una donna invitandoci a entrare per un tè, senza darci modo di rifiutare. In casa non c’era elettricità fino alle 18, così siamo rimasti al buio, sorseggiando la bevanda e osservando le due bimbe di casa intente a giocare nella penombra. Di lì a poco sono arrivati il marito della donna e un prete ortodosso e l’invito a cena è stato solo una semplice conseguenza. L’indomani ci siamo salutati con mille strette di mano, con un abbraccio fra donne che è valso più di mille parole, con un grazie che non sarà mai abbastanza.

Quello che non sapevamo era che quello sarebbe stato solo l’inizio di un’avventura incredibile nel Kurdistan Iracheno.

Arigatou, alla prossima.

🇮🇹 → 🇯🇵 8272 km (in linea d’aria)

comments powered by Disqus

Articoli consigliati

Tskaltubo: le terme georgiane tra rovine e ricordi

Un passato glorioso, sede delle leggendarie “Acque dell’Immortalità” e meta ambita dell’URSS, Tskaltubo vantava un tempo sanatori rigogliosi e stabilimenti balneari affollati.

Leggi

Georgia tra panorami mozzafiato e villaggi remoti sui monti Svaneti

La Georgia, un paese ricco di contrasti e fascino, ha subito conquistato il nostro cuore Nonostante le strade dissestate, che rappresentano un “piccolo” punto debole del paese, con l’aiuto prezioso di amici e della gente del posto, siamo riusciti a raggiungere luoghi incantevoli, immersi nella natura incontaminata e avvolti da un’atmosfera unica.

Leggi

Batumi: porta d’ingresso ad un’avventura indimenticabile in Georgia

Dopo due mesi e più passati in Turchia è giunta l’ora di lasciarci alle spalle il mondo mussulmano ed entrare in un nuovo paese toltalmente ortodosso, 30 esimo paese di quest’avventura che ci sta portando in Giappone: benvenuta Georgia!

Leggi