Potevano rimanere in Italia ma…: nasce il progetto che racconta storie di italiani all’estero
Dopo anni di vlog di viaggio, migliaia di chilometri percorsi e 37 paesi attraversati dall’Italia fino al Giappone, ci siamo resi conto di una cosa: ciò che davvero ci ha trasformati non sono stati i luoghi, per quanto straordinari, ma le persone incontrate lungo la strada.
I luoghi riempiono gli occhi, le persone riempiono il cuore.
Questa frase, che ripetiamo spesso, racchiude l’essenza di ciò che abbiamo vissuto. Puoi vedere il tempio più maestoso o il tramonto più spettacolare, ma sono le storie delle persone che ti porti dentro per sempre: quella vecchietta che ci ha fermati per strada in un villaggio sperduto, Ibu che vive in Senegal pescando tre pesci al giorno, il Papa yazida incontrato durante il nostro cammino, le famiglie che ci hanno aperto le porte di casa loro quando eravamo dei perfetti sconosciuti.
Alcuni di questi incontri li abbiamo condivisi sui social, ma tante di queste storie erano rimaste nel dietro le quinte dei nostri video YouTube. Non perché non fossero importanti – anzi, tutt’altro – ma perché non avevamo ancora trovato il modo giusto di raccontarle.
Come è nato “Potevano rimanere in Italia ma…”
Ricordate quando, tempo fa, avevamo iniziato a intervistare famiglie italiane in camper? Era un progetto che ci appassionava profondamente, ma dalla Grecia in poi non abbiamo più incrociato italiani on the road. Quel progetto era rimasto lì, sospeso, in attesa del momento giusto.
Certe idee però non ti abbandonano mai veramente. Aspettano solo il momento giusto per tornare a galla.
È stato durante una chiacchierata con Paolo che ho ripensato a un’esperienza delle scuole medie: un progetto di giornalismo in cui andavamo a intervistare gli anziani nelle case di riposo. Ricordo ancora l’emozione dell’ascolto, la cura nel riscrivere i dettagli, quelle storie che ti restano dentro e che senti il bisogno di condividere.
Ecco, perché non fare lo stesso ora? Perché non sfruttare il nostro vivere da vagabondi per andare a caccia di storie di persone vere?
Le prime storie: italiani in Giappone
Ora che viviamo in Giappone per un periodo più lungo e abbiamo avuto la fortuna di conoscere italiani straordinari che hanno scelto di trasferirsi qui, tutto ha preso forma.
Ognuna di queste storie è unica. Eppure tutte hanno qualcosa in comune: il coraggio di cambiare. Alcuni si sono trasferiti per lavoro, altri per amore, altri per famiglia. C’è chi ha scommesso su se stesso, chi ha inseguito un sogno, chi è arrivato quasi per caso e poi è rimasto. Parleremo dei pro e dei contro, scopriremo insieme che certe cose che davamo per scontate non lo sono affatto, esploreremo le difficoltà e i sogni realizzati.
Un progetto che può prendere forma ovunque
La nostra speranza è che questo diventi un format replicabile, con storie da nord, sud, ovest, est – ovunque ci porterà il nostro camper. Vogliamo incontrare italiani disposti a condividere la loro storia, scoprire cosa li ha spinti a lasciare l’Italia, cosa hanno lasciato, cosa hanno trovato.
Magari un giorno questo progetto si evolverà in qualcosa di più grande, o forse rimarrà semplicemente un bellissimo ricordo di incontri significativi. Non lo sappiamo ancora, e va bene così. L’importante è iniziare: ascoltare, raccontare, condividere.
Valentina: mamma italiana che cresce una figlia bilingue a Tokyo
Otto anni in Giappone, una figlia che passa dall’italiano al giapponese senza accorgersene, e il quotidiano di una famiglia che non è la cartolina romantica dell’expat, ma una vera vita costruita giorno dopo giorno.
Scopri la storia di Valentina, una mamma italiana in Giappone e guarda il video completo della sua vita a Tokyo:
Yuri e Cristiano: la famiglia che ha scommesso tutto su Hokkaido
Hanno venduto casa, lasciato il lavoro e si sono trasferiti a Date, Hokkaido con due bambine, per aprire un Airbnb e insegnare cucina. La loro storia non è il classico “ho mollato tutto per un sogno”, ma qualcosa di più complicato e più coraggioso.
Leggi la storia completa di Yuri e Cristiano a Hokkaido e guarda il loro video:
Ruggero: da un bigliettino da visita al professore di scienze cognitive in Giappone
A volte il destino è scritto su un piccolo pezzo di carta, conservato per caso nel portafoglio. È quello che è successo a Ruggero, un professore italiano che ha cambiato vita grazie a un bigliettino da visita incontrato per puro caso anni fa. Oggi insegna scienze cognitive in Giappone e ha contribuito a scoperte scientifiche significative nel campo della visione e della percezione.
Leggi la storia completa di Ruggero e guarda il video:
Condividi la tua esperienza
Hai mai pensato di lasciare l’Italia? Cosa ti ha fermato? O al contrario, hai già fatto il grande passo e puoi raccontarci come è andata? Lasciaci un commento – vogliamo sentire le tue storie, i tuoi dubbi, le tue gioie. Le esperienze vere delle persone e, chi lo sa, magari intervistarti!
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La tua partecipazione è preziosa e questo progetto cresce con te e grazie a te.


















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