Il Kosovo in van: un viaggio alla scoperta di una terra ancora sconosciuta

  • Sara
  • Kosovo
  • 16 Dicembre 2023
  • 9 minuti e 21 secondi

Il Kosovo è una terra ricca di storia, cultura e natura, ma è ancora relativamente sconosciuta ai turisti. In questo articolo ti raccontiamo la nostra esperienza di un viaggio in van di 7 giorni alla scoperta delle sue bellezze.

Il Kosovo è un paese sicuro e accogliente. Vuoi saperne di più? Continua a leggere per scoprire tutto quello che devi sapere per organizzare il tuo viaggio.

Tabella dei contenuti
Cosa vedere

Il Kosovo si trova nei Balcani ed è la destinazione meno conosciuta e visitata di questa zona, tant’è che è difficile trovare in rete informazioni in merito a cosa visitare. In questo articolo speriamo di riuscire a condividervi non solo informazioni utili ma anche le emozioni vissute in questo paese meraviglioso, invogliandovi magari a partire per scoprire luoghi che meritano davvero un grande riscatto.

Vi elencheremo le nostre tappe in ordine di visita, partendo da nord dato che abbiamo attraversato la frontiera tra Kosovo e Montenegro per poi terminare le nostre avventure e proseguire in Macedonia del Nord.

Pejë: un monastero, una birra e del buon formaggio

Pejë (o Peć) è stata la prima città che abbiamo visitato e merita una visita sia per ragioni culturali che culinarie.

I maggiori punti di interesse della città secondo noi sono:

  1. il monumento ai caduti: nella piazza centrale di Pejë si erge la statua dedicata al padre fondatore dell’Albania, strano vero? Questo perché i kosovari si definiscono “albanesi kosovari” (infatti la lingua ufficiale è l’albanese)!
  2. l’Hotel Korza: uno dei simboli della città, era il più antico hotel, eretto ad inizio 1900, ora diventato sede di una banca. Alla sua sinistra troverete ahimè uno degli edifici più brutti della città.

Giudicate voi

  1. il bazar: affascinante bazar nel centro della città, mantiene alcuni scorci di un passato lontano.
  2. il monastero Patriarcale di Pec: forse il vero motivo per cui dovreste venire a Pejë e uno dei luoghi che più ci ha emozionati. Patrimonio UNESCO, è uno dei monasteri serbo-ortodossi più belli che abbiamo visto in questo tour dei balcani, sia all’esterno grazie al bellissimo viale che conduce al portone di ingresso e alla foresta di Rugova che compare all’orizzonte, sia all’interno dove trovere un’infinità di affreschi perfettamente conservati. Una gioia per gli occhi. Portatevi un documento di identità, vi verrà richiesto dai militari che presidiano l’ingresso: nessuna paura, è un luogo che trasmette pace in ogni dettaglio.
  3. il parco Nazionale di Rugova: se amate i trekking, le ferrate o camminare nella natura, dedicate una o più giornate alla visita di questo parco nazionale, che si trova poco oltre la cittadina di Pejë.

Se prima citavamo alcune ragioni culinarie per visitare questi luoghi è perché Pejë è famosa perché da i natali alla omonima, e buonissima, birra nazionale mentre il prodotto tipico della vallata di Rugova è il famoso formaggio di Rugova, simile alla feta come consistenza, dal gusto molto salato. Entrambi questi prodotti potete gustarli nei numerosi bar o ristoranti oppure acquistarli al supermercato.

Monastero di Visoki Dečani: da fotografare con gli occhi

A soli 12 km dalla città di Pejë si trova il Monastero di Visoki Dečani, che racchiude la più grande chiesa medievale dei Balcani con la più vasta collezione di affreschi. Perché “da fotografare con gli occhi”? Oggigiorno il monastero è sotto la protezione delle Nazioni Unite e della KFOR ed è severamente vietato fare riprese o foto.

Sulla strada sono presenti dei check-point presidiati dalle forze armate del KFOR e all’ingresso del monastero bisogna consegnare tutto quello ciò che si ha in tasca, compresi zaini e documenti che vi verranno riconsegnati all’uscita.

Anche in questo caso non avete nulla da temere: varcato il portone d’ingresso vi ritroverete in una bolla di silenzio e pace.

Gjakova: Un gioiellino inaspettato

Online si trovano poche informazioni circa la città di Gjakova (in italiano Giacovizza) e proprio per questo motivo avevamo previsto di sfruttarla solo come sosta per la notte. Sede un tempo di un aeroporto militare gestito dall’Aeronautica Militare Italiana, questo luogo ci ha fatti ben presto ricredere. Gjakova è una città con un centro caratterizzato da un enorme bazar con case in legno che a tratti ci hanno ricordato alcuni luoghi visitati in Giappone. Camminando tra le viuzze che pullulano di caffè, ristoranti e piccole botteghe si possono ammirare numerosi artigiani intenti a intagliare le tipiche culle realizzate in legno. Meritano una visita anche una casa in stile albanese, la prima guesthouse nel paese, e il lungo fiume che presenta una serie di murales veramente belli, ancora più suggestivi da ammirare di sera.

Cascate di Mirusha: un’escursione inaspettata

Anche questo luogo non era in programma, dato che non ne avevamo trovato traccia in nessun blog spulciato sul web, ma abbiamo deciso all’ultimo di fare questa deviazione verso il parco di Mirusha. Situato a soli 20 minuti di strada da Gjakova, questo parco vi permetterà di ammirare un canyon caratterizzato da 13 laghi e relative cascate.

La prima cascata e il primo lago, dove potrete trovare anche qualche pescatore del posto, si può facilmente raggiungere a piedi, mentre per ammirare le più belle, in particolare quella fra il sesto e settimo lago, bisogna procedere tramite una ferrata non facilissima: alcuni passaggi sono davvero a strapiombo e avrete solo una corda lungo la parete alla quale aggrapparvi! Ovviamente l’abbiamo scoperto solo cammin facendo, ma abbiamo deciso di tirar fuori un po’ di coraggio, davvero ripagato dalla meraviglia del luogo!

Noi abbiamo parcheggiato presso il ristorante Villa Park, approfittando anche di poter dormire una notte tranquillamente e con possibilità di accedere gratuitamente al Wi-Fi. Per ringraziare dell’ospitalità abbiamo ordinato due caffè (0.70 € a caffè) e ammirato l’interno del locale che è veramente particolare. Se doveste recarvici salutate da parte nostra il custode del giardino, che parla italiano in quanto ha vissuto 12 anni a Firenze.

Scopri con noi la ferrata alle cascatate di Mirusha!

Prizren: “There’s a lot to see”

Questo è quello che ci hanno detto due turisti inglesi non appena siamo arrivati nella capitale culturale di Prizren: “There’s a lot to see! Lot to see!” cioè “c’è tanto da vedere”! Ed effettivamente nel centro storico della città, il quartiere Shattērvan , si trovano tantissime cose interessanti!

Il punto di partenza è il ponte antico, dal quale ammirare l’imponente moschea Sinan Pasha. Una volta attraversato il ponte non resta che perdersi nelle viuzze e scoprire chiese nascoste, moschee, piccoli caffé e botteghe artigiane.

Alle spalle della grande moschea si diramano alcune stradine in salita che conducono all’imponente fortezza. Lungo il tragitto vi consigliamo una sosta alla piccola chiesa di Nedelja e alla chiesa scoperchiata del Cristo Salvatore. Una volta raggiunta la sommità potrete sedervi sotto l’imponente scritta UCK e ammirare il tramonto sulla bellissima città di Prizren.

Il santuario degli orsi

Il santuario degli orsi di Pristina merita sicuramente una visita ma per capire il perché bisogna fare un salto indietro nel tempo. In Kosovo non era insolito imbattersi in orsi esposti in gabbie molto piccole, talvolta senza una tettoia come riparo dal sole, al di fuori dei ristoranti con il solo fine di attirare turisti e clienti. Solo nel 2010 il governo decise di metter fine a questa barbarie è di li a poco, nel 2013, è nato il santuario degli orsi il cui scopo è stato quello di salvare e creare un luogo che permettesse a questi orsi nati in cattività di poter condurre una vita in semilibertà.

Da allora sono stati salvati 20 orsi e 1 leone, che oggi vivono protetti in un terreno di 16 ettari, all’interno si trova un trail che permette di visitare l’intera area..

Il santuario degli orsi dista circa 20 km dalla capitale e d è visitabile con un contributo simbolico di 2,50 €. Il biglietto vale tutto il giorno e permette di accedere più volte all’interno: noi ci siamo recati al mattino presto osservando alcuni esemplari intenti a farsi una nuotata nelle pozze ricreate a loro disposizione e poi di nuovo intorno alle 13:30, orario in cui viene portato il cibo all’interno delle recinzioni e si possono ammirare gli orsi più da vicino.

Nota di merito: è disponibile un parcheggio gratuito per i camper, con fontana d’acqua potabile. Wi-Fi (quando è aperto) e toilette sono disponili all’interno del centro negli orari di apertura.

Il monastero di Gračanica

Sempre nei dintorni della capitale si trova il monastero serbo-ortodosso di Gračanica, situato nella omonima città. Costruito nel XIV secolo, fa parte del patrimonio culturale serbo-ortodosso del Kosovo ed è famoso sia per i suoi affreschi medievali ben conservati che raccontano la storia della Bibbia, sia per essere un capolavoro dell’architettura serba medievale. Il monastero è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2004.

A differenza degli altri monasteri non vengono richiesti i documenti ma permane il divieto di scattare fotografie all’interno.

Pristina: Newborn!

Non sapevamo minimamente cosa aspettarci da Pristina, la capitale dello stato più giovane d’Europa, ma ne siamo rimasti piacevolmente stupiti. Patria di due delle cantanti più famose degli ultimi tempi, Dua Lipa e Rita Ora, è una città viva, vivace, moderna e spensierata, forse per dimenticare gli orrori successi in Kosovo 20 anni fa.

I punti di interesse sono tanti, ma fortunatamente tutti vicini fra loro. A noi hanno colpito maggiormente:

  1. le vie della città vecchia (Vëllusha): stradine tortuose che nascondono vecchi hammam, piccoli mercati, palazzi dell’epoca socialista jugoslava, la torre dell’Orologio (Sahat Kulla), antiche moschee ed edifici risalenti all’epoca degli Ottomani
  2. la moschea Memeth Faith: della seconda metà del Quattrocento
  3. la moschea Xhamia e Madhe: la più antica di Pristina
  4. il buolevard di Nënë Tereza: intitolato a Madre Teresa, un ampio viale pedonale pieno di ristoranti, pub e caffè alla moda
  5. il Newborn: una moderna scultura composta dalle lettere “Newborn”, simbolo della città e dell’intero Kosovo. Ogni anno questa scultura viene rinnovata per rappresentare varie tematiche.
  6. la biblioteca Nazionale “Pjetër Bogdani”: un esempio di architettura socialista, detta brutalista, caratterizzata da alcuni poligoni ricoperti da una rete metallica e 99 cupole in vetro di varie dimensioni che ricoprono il tetto dell’edificio. Merita uno sguardo anche al suo interno, dove si trovano alcune sale davvero particolari.
  7. la Cattedrale di Madre Teresa: la più grande della Penisola Balcanica, progettata dall’architetto italiano Livio Sterlicchio, con interni immacolati che creano giochi di luce meravigliosi.
  8. il murales di Millo: nascosto fra i vari palazzi il nostro italianissimo Millo ha lasciato il segno con un murales imponente e stupendo! Da non perdere come non sono da perdere tutti i murales che si possono vedere in tutta la città.
Grotte di Gadime: che spettacolo della natura

Le Grotte di Gadime, scoperte per caso nel 1969 da un contadino del luogo (e scoperte da noi per caso cercando un punto dove sostare), permettono alla modica cifra di 2€, di ammirare stalattiti e stalagmiti davvero particolari in un cunicolo di grotte lungo un paio di chilometri. La visita dura circa mezz’ora e nel nostro caso un ragazzo gentilissimo anche se non parlava inglese ha provato a spiegarsi al meglio per farci ammirare alcune figure create dalle rocce.

Itinerario

Come vi scrivevamo nella sezione precedente, le mete che vi abbiamo elencato sono in ordine di visita entrando dal Montenegro e uscendo verso la Macedonia. Se doveste visitare il paese arrivando direttamente a Pristina potreste valutare anche questo itinerario:

Giorno 1-2: Arrivo a Pristina e visita della città

Giorno 3: Marble Cave a Gadime, il monastero di Gracanica, Bear Sanctuary

Giorno 4: Prizren

Giorno 5: Gjakova e le cascate di Mirusha

Giorno 6: Monastero di Decan, Peje e il santuario patriarcale

Tour culinario

In questo viaggio alla scoperta del Kosovo non potevamo non assaggiare alcuni piatti e prodotti tipici del paese. Purtroppo molte ricette prevedono l’utilizzo della carne che noi non mangiamo, per cui abbiamo ristretto un po’ il cerchio rimanendo però piacevolmente stupiti.

Formaggio Rugova: è un formaggio che ricorda sia nella forma che nella consistenza e nel gusto la molto più rinomata feta. Viene prodotto a nord del paese, nella Rugova valley, e si trova sia nei ristoranti che nella grande distribuzione.

La birra Peje: questa birra, nata nel 1968, è un simbolo del paese e dal 1971 viene prodotta direttamente a Peja città.

Lecenik: il leçenik è una specie di pane morbido all’interno preparato con farina di mais che garantisce una crosta croccante. Spesso viene impastato con il kos (una sorta di yogurt) oppure con spinaci, ortiche o cipolle.

Il kit di sopravvivenza in Kosovo

Treleche: uno dei dolci tipici del Kosovo e di tutti i Balcani, noto anche come tre latti, è un dolce dalla consistenza morbida ricoperto di caramello. Lo trovate nelle pasticcerie ma anche in alcune bancarelle di streetfood.

Flija Cope: è un prodotto da forno caratterizzato dalla sovrapposizione di vari strati simili a crepe o pancake.

Pane di Mais: tipico pane dalla consistenza più solida preparato con farina di mais. Consigliamo di abbinarlo ai formaggi!

La pizza: la pizza sì, hai letto bene! Nel nostro tour culinario in questo paese abbiamo voluto magiare una buona pizza! Non è raro trovare pizzerie in Kosovo, nel nostro caso abbiamo scelto con cura assaggiando i buonissimi prodotti della pizzeria “La Napoletana”.

Informazioni

Di seguito alcune informazioni utili per visitare il paese in auto o camper in tutta tranquillità.

Assicurazione sanitaria

Per viaggiare noi ci assicuriamo con Genki che offre grandi benefici e una sottoscrizione mensile che può esser cancellata in qualsiasi momento.

Strade

Le strade sul territorio del Kosovo sono in buono stato e non abbiamo trovato grosse difficoltà nel muoverci attraverso il paese, anche percorrendo strade secondarie. Sono presenti anche alcuni tratti di autostrada: noi abbiamo percorso quella che va da Prizren a Pristina e quella che va da Pristina al confine con la Macedonia ed erano in ottimo stato.

Nel momento in cui scriviamo sono totalmente gratuite ma non sappiamo ancora per quanto tempo.

Segnaliamo che il tratto di strada tra il border del Montenegro e il Kosovo, detto no man’s land, è stupendo! Una strada in ottimo stato immersa nella natura.

Servizi e soste

Noi non abbiamo avuto alcun problema nè parcheggiandoci di giorno nè dormendo in libera tutte le notti. Segnaliamo che non si trovano aree soste gratuite attrezzate per carico e scarico e sono presenti pochissime fontane con acqua potabile, quindi valutate bene le vostre necessità. Si trovano comunque alcuni campeggi.

Dogana

Il Kosovo ha stretto alcuni accordi con l’Italia che permettono l’ingresso nel paese esibendo semplicemente la propria carta d’identità. Se si vuole entrare nel paese con il proprio mezzo bisogna stipulare un’assicurazione del mezzo alla frontiera in quanto in Kosovo non vale la carta verde.

I costi variano in base al mezzo e secondo noi anche un po’ all’assicuratore che trovate in loco:

  • moto e auto: 15 euro
  • camion fino a 1t: 77 euro
  • camion oltre 1t: 138 euro

Quando siamo arrivati alla frontiera l’assicuratore voleva farci pagare 138 euro credendo che il nostro mezzo fosse un camion. Dopo aver mostrato che è un autocaravan/camper grazie alla dicitura sul libretto abbiamo pagato 15 euro. Sappiamo però che altri camperisti entrando da altre frontiere hanno pagato 77 euro.

Noi siamo entrati dall’unica frontiera aperta fra Montenegro e Kosovo e usciti verso la frontiera Macedone e in nessuna delle due abbiamo avuto problemi, anzi. Per la prima volta abbiamo trovato dei doganieri simpatici e felici di incontrarci!

Viaggiare con il proprio animale
Per viaggiare fuori dall' Europa con il proprio animale occorre avere:
  • passaporto
  • microchip
  • vaccinazione antirabbica in corso di validità
  • titolazione antirabbica
Quest'ultimo documento si effettua tramite un prelievo del sangue che viene analizzato in centri specializzati ed è obbligatorio per poter rientrare in Europa. Controlla, se il tuo animale appartiene a una razza particolare, che sia ammesso in paese. Ti consigliamo di prestare sempre attenzione nei luoghi affollati perché le persone potrebbero avere timore, e ai numerosi animali selvatici, motivo per cui noi giriamo sempre con i nostri animali al guinzaglio. In parecchi casi è richiesta la museruola, ti consigliamo di tenerla a portata di mano.

Ti consigliamo di portare con te una ciotola (noi usiamo questa che si appende comodamente allo zaino) e una borraccia con acqua se la giornata è particolarmente afosa.
Il nostro Vlog

Se vuoi rivivere le nostre avventure trovi la playlist completa qui oppure premi play qui sotto:

Ovviamente il titolo è provocativo!

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