Lunga vita all’autunno
Questa mattina, nelle gole di Oirase, ho pensato che l’autunno non è mai davvero come ce lo raccontiamo. Spesso lo associamo a malinconia, a giornate che si accorciano e a foglie che muoiono. Ma dentro al bosco, nel nord del Giappone, tutto ha assunto una sfumatura diversa: i funghi spuntavano come creature segrete sotto il tappeto umido, piccoli fiori ostinati provavano ancora a sbocciare, le felci raccoglievano nel loro grembo le foglie cadute dai rami. Tutto mi parlava di vita, non di fine.
Il torrente scorreva accanto al sentiero con un rumore costante, quasi a fare da sottofondo ai pensieri. Le cascate cadevano con forza, sollevando una leggera nebbia che sapeva di terra umida e muschio. I rami si intrecciavano tra loro come mani che si stringono per sostenersi e anche le radici, che emergevano dal terreno in grovigli intricati, sembravano tenere insieme il bosco, a dimostrare che la resistenza nasce dal sostegno reciproco. E che nulla si perde: ogni foglia caduta si farà nutrimento, ogni tronco spezzato diventerà rifugio.
Lì ho capito che l’autunno è un maestro: insegna il coraggio del cambiamento, l’arte del lasciare andare, ma anche la certezza che ogni cosa tornerà in un’altra forma.
Mi sono fermata ad ascoltare. E ho sentito che l’autunno chiede silenzio, tempo, attenzione. Mi ha riportato indietro, alle poesie imparate a memoria a scuola, al profumo di mosto, ai tini ribollenti, alle vendemmie che rallegravano le anime. E al rumore secco delle foglie calpestate da bambina, quando saltavo nei mucchi con i piedi uniti solo per il piacere di sentirle scricchiolare.
Whitman aveva ragione:“Su tutto s’apre il cielo,così limpido e calmo dopo la pioggia… anche al di sotto è tutto calmo, pieno di vita, bello.” E tra i sentieri di Oirase, ho visto quell’equilibrio: sopra il cielo chiaro, sotto la vita che continuava a pulsare. Lunga vita all’autunno, allora: stagione che non muore, ma si rigenera. All’autunno che non è tristezza, ma promessa.E certezza che dal silenzio nascerà un nuovo inizio.



















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